INTERVISTA A VANJA (COACH GTO WIZARD): UTILIZZO, ERRORI COMUNI E APPLICAZIONE NEL CASH GAME ONLINE
Come approcciarsi a GTO Wizard quando si utilizza un solver per la prima volta
Ciao Vanja, e grazie mille per il tempo che ci stai dedicando. Secondo te, qual è il modo corretto per approcciarsi a uno strumento come GTO Wizard, specie per chi lo utilizza per la prima volta?
“Se vuoi usare seriamente un solver come GTO Wizard, soprattutto per la prima volta, ti consiglio di cercare prima di tutto una guida. Molti giocatori si approcciano allo studio nel modo sbagliato e o non ottengono nulla dallo strumento, oppure finiscono addirittura per danneggiare il proprio gioco.
Il modo meno efficace per studiare è scorrere le soluzioni senza un piano o una struttura, limitandosi a controllare se una mano è stata giocata ‘correttamente’. Questo non porta a nulla. Lo stesso vale per chi prova a memorizzare e copiare l’output del solver: entrambi gli approcci non portano a comprensione e non lasciano takeaway concreti.
Uno studio produttivo con il solver è completamente diverso: bisogna concentrarsi sulla comprensione, non sulla memorizzazione, e lavorare sempre con un piano.
Invece di dire ‘oggi guardo i single raised pot’ e cliccare casualmente tra gli spot, è molto più efficace concentrarsi su uno scenario specifico, ad esempio BTN vs SB in un 3-bet pot su board mediamente connessi. Da lì, bisogna capire l’output, confrontare texture simili e costruire una strategia di default solida su cui poter sempre fare affidamento.
È importante anche studiare cosa fare quando gli avversari commettono errori. La funzione di nodelocking di GTO Wizard è molto utile per simulare diversi tipi di giocatori e capire come adattarsi alle loro deviazioni.
Per guidare lo studio, è utile farsi alcune domande chiave:
Step 1 — Comprendere il default: la teoria come base. Come interagisce il board con i range, cosa vuole fare il mio range, dove costruisco il valore e da dove provengono i bluff.
Step 2 — Comprendere la mano specifica: qual è l’incentivo di questa mano e quanto vale realmente nello spot.
Step 3 — Identificare gli errori dell’avversario: cosa sta facendo di sbagliato, in quali linee commette più errori e come adattarsi per sfruttarli.
Il consiglio più importante che posso dare è questo: sii curioso. Fatti molte domande, sperimenta e usa il solver come uno strumento per migliorare la tua comprensione, non come una strategia da copiare.
Studio con GTO Wizard da oltre quattro anni. È di gran lunga il miglior strumento sul mercato, ma solo se viene utilizzato nel modo corretto.”
Solver e low stakes: falso mito?
In Italia viene spesso detto che i solver servono quasi esclusivamente per gli stake più alti, dove si affrontano avversari più preparati — concetto sul quale io non sono concorde.
Anche considerando che GTO Wizard offre soluzioni adattate anche a stake più bassi e che studiare soluzioni corrette aiuta ad adattarsi meglio anche contro field che non giocano un poker teoricamente corretto… qual è la tua opinione a riguardo?
“ ‘I solver servono solo ai giocatori di high stakes.’
Questa è una delle più grandi idee sbagliate nello studio del poker. I solver sono uno strumento che può aiutare qualsiasi giocatore a sviluppare una comprensione profonda del gioco, se utilizzati correttamente: permettono di comprendere i concetti, costruire strategie di base, riconoscere gli errori degli avversari e imparare come sfruttarli.
Ti faccio un esempio.
Immagina di fare una c-bet piccola su K82 rainbow in un single raised pot BTN vs BB. Il BB chiama con 97s con backdoor flush draw. Come possiamo sfruttare il fatto che stia continuando così largo?
La risposta è: non possiamo. È una domanda trabocchetto. 97s con backdoor flush draw deve continuare praticamente sempre in questo spot contro una range di cbet corretto, a meno che il range del BTN non sia eccessivamente tight.
Questo mette in evidenza un punto fondamentale: per poter exploitare i tuoi avversari, devi prima sapere cosa costituisce davvero un errore.
Ricorda: non stiamo cercando di copiare l’output del solver. L’obiettivo è usarlo per costruire una strategia semplificata che tu possa davvero comprendere, migliorare il tuo intuito nel gioco, apprendere i concetti e utilizzare strumenti come il nodelocking per capire come adattarti a diversi tipi di avversari — non per copiare le soluzioni.”
Dal solver al tavolo
Come dovrebbe un giocatore tradurre una soluzione del solver in una strategia realmente applicabile al tavolo?
Molti player fanno l’errore di provare a studiare a memoria alcune soluzioni senza capirne i reali motivi… cosa ne pensi e quali consigli puoi dare in merito?
“Copiare l’output del solver non serve assolutamente a nulla per migliorare il tuo gioco. Nessuno può memorizzare decine di migliaia di spot diversi e, nel momento in cui una situazione cambia anche solo leggermente rispetto a ciò che hai studiato, non saprai più cosa fare.
Anzi, può addirittura essere dannoso. Potresti ricordare male uno spot e commettere un errore grave proprio perché non hai mai capito davvero come funziona. Oppure potresti ritrovarti a fare call solo perché ‘lo dice il solver’, anche quando l’avversario sta bluffando troppo poco e il fold è chiaramente la scelta corretta.
Alla fine, tutto si riduce a tre aspetti fondamentali:
01 — Comprendere davvero l’output del solver
02 — Costruire strategie semplificate
03 — Imparare quando e come adattarsi in base ai diversi tipi di avversari e ai loro errori."
Quando deviare dalla GTO
Secondo te, in quali situazioni specifiche ha senso allontanarsi deliberatamente da una strategia GTO?
“Piccole deviazioni dall’output del solver dovrebbero avvenire praticamente sempre, perché in molti spot è necessario semplificare la propria strategia.
Una frequenza di bet del 90% può diventare, nella pratica, una range bet.
Contro giocatori deboli — che siano recreational, fish o reg poco solidi — se non sono in grado di punire le tue deviazioni, io tenderei quasi sempre ad adattarmi. La domanda che dovrebbe guidare ogni decisione è: cosa vuole fare la mia mano in questo spot e qual è la linea migliore contro il range e le tendenze dell’avversario con quella mano.
Se questo coincide con l’output del solver, bene. Se non coincide, va comunque bene.
Contro i reg, invece, la situazione è più sfumata. Ci sono spot, spesso preflop o al flop, in cui nessuno dei due giocatori commette molti errori, oppure in cui non hai informazioni sufficienti su cosa l’avversario stia facendo di sbagliato. In questi casi, rimanere più vicini alla teoria è una scelta sensata.
Nel momento in cui individui un errore dell’avversario e sai come sfruttarlo, allora ha senso iniziare a deviare.
Una regola generale è: più forte è la tua lettura, più grande può essere l’exploit.
Se hai solo un piccolo sospetto che qualcuno stia overfoldando, non ha senso esagerare. Ma se sei sicuro dell’errore, lo hai osservato più volte e hai una lettura chiara, allora puoi deviare in modo deciso e con fiducia.
Ed è proprio per questo che raccogliere informazioni e costruire letture sugli avversari è così importante.”
Mental game e fondamentali
Hai recentemente condiviso sul tuo account X i tuoi “10 comandamenti” per migliorare come player nel 2026.
Tra i principi che hai condiviso, quale pensi sia quello che i giocatori fanno più fatica ad applicare davvero nella pratica? E, su questo punto, quale consiglio daresti per affrontarlo meglio?
“Direi che l’aspetto più importante è quello legato al mental game, più che una questione puramente strategica.
Le perdite legate al mental game, insieme alla mancanza di struttura, disciplina e costanza, finiscono per distruggere il winrate anche dei giocatori migliori. Se riesci a sistemare questi aspetti, la parte strategica verrà di conseguenza, a patto che tu continui a lavorare nel modo giusto.
Dal punto di vista tecnico, i problemi possono variare, ma la maggior parte dei giocatori ha difficoltà con i fondamentali: capire davvero quanto vale la propria mano e cosa vuole fare il proprio range in uno specifico spot.
Diventare bravi nel trovare risposte a queste domande è fondamentale per migliorare. Se vuoi diventare davvero forte a poker, devi imparare a ragionare in questo modo.
Queste sono alcune delle domande guida che propongo ai miei coachati:
Step 1 — Comprendere il default (la teoria come base)
- • Come interagisce il board con entrambi i range?
- • Cosa vuole fare il mio range in questo spot?
- • Dove voglio costruire il mio range di valore?
- • Qual è la mia mano di valore più marginale? Da dove provengono i bluff e perché scelgo quella combo rispetto a un’altra?
- • Qual è l’obiettivo generale del mio range?
Step 2 — Comprendere la mano specifica
- • Cosa vuole fare la mia mano in questo spot?
- • Quanto vale realmente questa mano in questa situazione?
Step 3 — Identificare gli errori dell’avversario
- • Cosa sta facendo di sbagliato l’avversario in questo punto della mano?
- • In quali linee commette più errori e come dovrei adattarmi?
- • Come posso deviare dalla teoria per sfruttare questi errori?
- • Cosa vuole fare la mia mano contro il range dell’avversario?
- • Cosa succede al mio range se l’avversario fa una determinata azione?
- • Cosa dovrebbe succedere al range dell’avversario quando io faccio una certa azione — e cosa sta facendo realmente?”
“Grazie ancora per il tempo che ci hai dedicato, Vanja. Abbiamo davvero apprezzato la profondità e la chiarezza delle tue risposte — è stato un piacere poter condividere il tuo punto di vista.”
Community EVolve Poker Hub
Entra nella community EVolve Poker Hub: uno spazio in crescita dedicato ai player di cash game che vogliono studiare con più metodo.
- Condivisione di spot e mani reali
- Confronto tecnico con altri player
- Approccio più strutturato allo studio
Studia con GTO Wizard
Accedi a uno dei migliori strumenti per studiare range e migliorare il tuo processo decisionale.
- Range aggiornati per stake
- Analisi spot avanzata
- Studio strutturato